mercoledì, 06 febbraio 2008
A leggere i pensieri degli altri mi ci perdo a volte. Non so nemmeno io che cerco. Probabilmente credo di poter trovare una parte di me stessa nascosta in un angolo guardinga su tutto. Poi in realtà mi rendo conto che si tratta solo di pensieri e frasi. Nulla di più.
Oppure mi soffermo a guardare le mani della gente e gli occhi come se volessi leggerci dentro qualcosa. Mani che si muovono e che giocano. E gli occhi che lampeggiano e vagano e corrono veloci sulle cose e sulle persone. E io che non so se sono come loro. A volte lo vorrei ma non so se riesco. O se posso.
Io che corro veloce e poi mi fermo immobile  a rifiatare un qualcosa che nemmeno riconosco.
 
Ho le mani fredde. Un'amore clandestino e un lavoro che amo più di quello che mi sarei mai aspettata. Una vita pesante ma voluta. Come tutte le cose che ho ottenuto. Voluto. Preso. Afferrato. Mangiato. Inglobato. Arraffato. Rubato. Nascosto. Ingelosito. Accumulato. Conservato.

E come i miei ricordi di persone e strade. Io che cerco di fissarli in foto come se un attimo di immagine potesse esprimere quello che ho davvero dentro. Dentro che non se ne accorge mai nessuno. Roccia. Roccia duramente friabile. Chi mi conosce lo sa. Gli altri invece scorrono come fotogrammi.
Non ho mai preteso di essere unica. Non lo sono e mai lo sarò. Forse chi mi ha dato la vita non se ne è mai accorta. Avrebbe dovuto invece di rifiutarmi per una colpa atavica mai commessa.

Sarà, ma sto pagando il conto ormai anche di questo. Conto salato. E non so nemmeno se è giusto. Ma tant'è, non sono io a decidere le regole del gioco. L'unica cosa che posso pensare è che passerà. Quando non lo so ma passerà.

Sarà che forse mi sto anche ammorbidendo. Di fronte ai bambini. Io che non ne voglio avere. Non ha senso che io faccia pagare le mie colpe a chi non c'entra. I figli ci appartengono solo nel momento in cui li abbiamo dentro di noi, Poi sono solo di loro stessi.
E' forse per questo che mi sto ancora chiedendo chi sono io. Mi sto scoprendo pian piano come un puzzle di incastri imperfetti. Peccato che non so ancora quanti pezzi sono e se mai finirò il mio quadro.

Nel frattempo scrivo e fisso immagini.
Chissà mai che qualcosa di buono prima o poi ne esca.
Chissà.
postato da: 40womangraffiti alle ore 19:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:emozioni